Come tutti i santi, propose e risolse teoremi deliziosi, di fronte ai quali gli apparecchi di fisica spaccano i loro vetri. «Sulla porta lessi questo cartello: locanda Santa Lucia.Santa Lucia era una bella ragazza di Siracusa. Sito indipendente dal 1994 Tale detto fu coniato verosimilmente in un periodo di poco anteriore alla riforma del calendario introdotta da Papa Gregorio XIII nel 1582, con cui veniva colmata la sfasatura tra calendario civile e quello solare che aveva portato a coincidere il solstizio d'inverno con il 13 dicembre. Santa Lucia è patrona dell'Arcidiocesi di Siracusa e dell'Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (assieme alla Madonna della Lettera, a san Placido e a san Bartolomeo); inoltre è considerata patrona di numerose località in Italia e nel mondo; in particolare è la santa patrona dei seguenti comuni italiani. Pascasio dunque ordinò che la giovane fosse costretta con la forza, ma, come narra la tradizione, divenne miracolosamente pesante, tanto che né decine di uomini né la forza di buoi riuscirono a smuoverla. Com’è nata questa tradizione? Il fidanzato non comprende, si arrabbia e decide di vendicarsi, denunciando pubblicamente quella che avrebbe dovuto essere la sua futura sposa, con l’accusa di essere cristiana. A suffragare la tesi per cui il corpo di Santa Lucia sia a Metz, fu il professor Pierre Edouard Wagner, docente associato della Facoltà di Teologia Cattolica di Strasburgo. Ma il ragazzo, quando si sente rifiutato, la denuncia come cristiana per farla morire. https://www.youtube.com/watch?v=j6Vdfem1jg8, SACERDOTE MORTO PER COVID NELLA LUCE DEL NATALE, SPOSARO CASSANDRA SI È SERENAMENTE SPENTA, IL CALABRESE MONS. la figura di S. Lucia a quella della Madre di Maria, S. Anna, collocandola di fronte ad Adamo, il capostipite del genere umano. Questa iscrizione è conservata al museo archeologico di Siracusa ed è esposta nel percorso museale. Storia di Santa Lucia: come diventò Santa Fu così che Lucia iniziò a dare i suoi averi e la sua dote ai poveri, aiutando le vedove e alcuni ministri del culto cristiano. La figura di santa Lucia, nel corso dei secoli, è stata fonte di ispirazione non soltanto sul piano strettamente religioso e teologico, ma anche artistico, e soprattutto letterario. Al processo che sostenne dinanzi al prefetto Pascasio, Lucia rifiutò l’ordine di sacrificare agli dei pagani, attestando la sua fede e la fierezza nel proclamarsi cristiana, citando i passi delle Scritture. È venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa che ne onorano la memoria il 13 dicembre. Santa Lucia è impersonata da una bambina vestita di bianco che viene portata a spalla da un uomo e tiene fra le mani una palma d'argento, simbolo del martirio. Diversa è la tradizione di Bologna, dove si svolge un'antica festa che appartiene alla memoria storica cittadina, un evento che da generazioni affianca le famiglie nella preparazione al Natale. Da allora, la giovane siracusana si dedicò completamente alla preghiera e ad aiutare gli altri. Si ritiene che il suono della "Campanina" sia da guida per i senesi, specialmente per i bambini, nel buio della notte che in molti ritengono la più lunga dell'anno, rifacendosi al proverbio "Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia". I bambini preparano biscotti e dolciumi (tra questi, delle focaccine allo zafferano e all'uvetta chiamate lussekatter[11]) a partire dal 12 dicembre. È però attestato che a Brescia è festeggiata dal 1438, quando si portarono doni sul sagrato di San Pietro de Dom per celebrare la resistenza all'assedio del Piccinino. della martire, non senza rimandi simbolici: «Qui ti posò ma pria mi dimostraro li occhi suoi belli quella intrata aperta: poi ella e 'l sonno ad una se n'andaro». Santa Lucia, Lussi e la dea Lucina. Ed è a questa interpretazione della figura di santa Lucia che si collega Dante, in aspra e aperta polemica con il contesto storico di decadenza morale, politica, civile del suo tempo; tema, peraltro, di fondo che percorre tutta l'opera dalla "selva oscura" all'ascesa verso l'"Empireo". Il corpo della santa tornò nuovamente a Siracusa dal 14 al 22 dicembre 2014, in occasione del 10º anniversario della prima visita del corpo nella sua città natale.[6]. Il paese di Belpasso ha come patrona Lucia, della quale conserva alcune reliquie custodite in un reliquiario in argento, che viene portato a spalla dai fedeli e conservato assieme alla Santa stessa dentro la "cammaredda" (cameretta) che custodisce il Simulacro della Santa, nell'altare minore di destra della Chiesa "Maria SS Immacolata" di Belpasso. Lucia fu cosparsa di olio, posta su legna e torturata col fuoco, ma le fiamme non la toccarono. Santa Lucia nel manoscritto trecentesco Bréviaire di Martino d'Aragona. Le due facce della pietra erano state ricoperte di calce: ciò indica che la tomba era stata violata». Ma Santa Lucia è anche portatrice di luce. (e quindi il superamento) fra l'esperienza terrena del peccato e il provvidenziale cammino ascetico-contemplativo dell'esperienza oltremondana. Si spiegherebbe così anche perché la Santa regge due occhi su un piattino, a indicare cioè la luce, intesa in senso lato come la “luce della fede“. La teoria di Metz sarebbe inoltre resa più credibile anche da altri eventi registrati nel tempo. Una ricostruzione storica, questa della traslazione a Metz delle reliquie di Lucia, suffragata da una fonte certa, gli Annali della città dell'anno 970 d. C. scritti da Sigeberto di Gembloux (1030-1112), uomo di chiesa e cronista considerato tra i più importanti e attendibili storici medievali. A Napoli, nel borgo marinaro di Santa Lucia (al quale fa riferimento la celebre canzone napoletana Santa Lucia) i festeggiamenti cominciano dal sabato precedente il 13, con una processione che porta il busto argenteo della Martire, risultante dalla fusione di diversi ex voto, dal mare fino alla chiesa di Santa Lucia. A questo punto la santa si rivolge a Beatrice, la donna amata dal poeta, invitandola a soccorrere Dante personaggio prima che sia troppo tardi: «Beatrice, loda di Dio vera, ché non soccorri quei che t'amò tanto, ch'uscì per te de la volgare schiera? Domenica 13 dicembre 1646, una quaglia fu vista volteggiare dentro il Duomo di Siracusa durante la Messa. Attorno alla bambina, che impersona Lucia, molti personaggi che cercano di tentarla. Ad Artemide, come a santa Lucia, erano sacre la quaglia e l'isola di Ortigia - anche chiamata Delo in onore della dea della caccia. Santa Lucia viene festeggiata come patrona dal 1636 ma era già venerata in precedenza: i fedeli infatti si recavano nella chiesa della Madonna delle Grazie del convento dei Carmelitani di Malpasso a pregare la Santa ai piedi di un grande quadro. Nella tradizione popolare il 13 dicembre, giorno dedicato al culto di Santa Lucia, è considerato il giorno più corto dell'anno; da qui il detto: «Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia». In Italia l'occhio al centro di questa pietra richiama invece la tradizione di Santa Lucia che, nel cristianesimo, è la santa protrettrice degli occhi, degli oculisti, dei ciechi e in generale di tutti coloro che soffrono di problemi alla vista. Le origini della manifestazione si fanno risalire alla fine del XVI secolo, quando a seguito della donazione di una reliquia di Santa Lucia da parte di Papa Gregorio XIII alla Diocesi di Bologna, sul sagrato della chiesa dedicata alla santa (fondata dai Padri Gesuiti in via Castiglione), iniziarono a fiorire attività legate al commercio di icone religiose, in periodi prossimi alle funzioni dedicate alla Santa Patrona del luogo. Lucia ammette e ribadisce la sua fede, irremovibile anche sotto tortura, affermando che la sua forza viene non dal corpo, ma dallo spirito. Già allora venditori ambulanti, attrezzati con ceste, gerle o banchetti, proponevano a devoti e passanti incisioni, preghiere e ritratti di santi. Cristiana, fedele, perfetta, riconoscente a suo marito di una viva gratitudine.». Poi, nel 1867, prelevate dalla teca, vennero poste dal vescovo di Metz in un statua di cera rappresentante una giovane ragazza, riccamente vestita e con una ferita al collo inferta da un pugnale. La bambina rimase orfana di padre e quando aveva appena 5 anni, la madre si ammalò gravemente. Giunto a metà di Corso Gelone, il Simulacro viene portato a spalla dai Vigili del Fuoco fino al Corso Umberto dove, nel Ponte Umbertino, si tiene il tradizionale spettacolo pirotecnico. Lucia è una Santa molto amata dalla letteratura e dall'arte. Dante, raggiunta la pienezza della sua ascesa, associa questa volta significativamente Nel suo soggiorno siciliano, il Caravaggio fu incaricato di dipingere una tela d'altare realizzando così il Seppellimento di santa Lucia, attualmente locato presso la Chiesa di Santa Lucia alla Badia in Piazza Duomo a Siracusa. La bambina vestita come santa Lucia sveglia gli altri membri della famiglia e serve loro i biscotti cucinati il giorno precedente. Sui media mondiali si può ammirare il grazioso corteo di vergini biancovestite che accompagnano la ragazza che impersona Lucia con una corona di candele accese per le strade per approdare in chiesa per il canto finale. Nell'ambito della tradizione letteraria propriamente detta, la figura della santa ispirò Dante Alighieri. Nella città del Palio anche il culto di Santa Lucia si lega alle 17 Contrade in cui è suddiviso il Centro cittadino. In questa occasione nelle case palermitane si preparano i classici arancini, la cuccìa (grano con crema di latte o ricotta e cioccolato), le panelle, e le panelle dolci [9].
Di lui restano i A Com'è nata questa tradizione? Lucia acconsente al regalo. La "spaccata" di ciascun carro è accompagnata dall'esibizione dei "cantanti" che lodano Lucia. La chiesa crollò nel 1880 a causa di un grande movimento franoso che rovinò anche il vicino convento e il quartiere circostante e il culto della Santa venne trasferito presso la Chiesa di San Nicolò, che per tale motivo iniziò ad essere nominata "Chiesa di Santa Lucia". A Castelbuono, sulle Madonie, la santa è festeggiata due volte l'anno; l'ultima domenica di settembre ricorre la festa di santa Lucia di Campagna, che si svolge in una chiesetta fuori paese ed è consuetudine preparare sin dalla sera prima la tradizionale cuccia ("zuppa" di cereali) che sarà poi benedetta e distribuita a tutti i presenti; questa festa nacque dopo il ritrovamento del quadro sottoterra e la successiva edificazione della chiesa ad opera dello stesso contadino che lo ritrovò. Si tramanda l'esistenza di un'antica Chiesa ubicata nella contrada Cubisia precedente al XVI secolo dedicata alla vergine e martire siracusana. Le vicende del martirio di santa Lucia sono narrate in due importanti testi di argomento religioso: La duecentesca celebre Legenda Aurea, scritta dal domenicano Jacopo da Varazze, un'agiografia riportante le storie dei 150 maggiori santi e martiri dell'epoca, e le Cronache di Norimberga un'opera compilatoria di Hartmann Schedel del 1493. Tutto sulla festa della martire. 133-138. Il popolo vide in quella nave la risposta data da Lucia alle tante preghiere che a lei erano state rivolte, e per la gran fame non aspettò di macinarlo ma lo consumò bollito. La notte del 7 novembre 1981, due ladri introdottisi nella chiesa ruppero l'urna con le loro pistole e rubarono le spoglie, suscitando l'indignazione e l'apprensione di tutti i devoti. Il culto di Lucia ben presto si diffuse fuori della Sicilia, come dimostrano la presenza del suo nome nell’antichissimo martirologio geronimiano, la menzione nel Canone romano della Messa da parte di Gregorio Magno (604 d.C.), la devozione in Roma, dove vennero dedicate in suo onore una ventina di chiese e nell’Italia settentrionale, dove fu effigiata a Ravenna nella Basilica di Sant'Apollinare Nuovo nella processione delle vergini. Le 18 stole sono impreziosite dai tanti ex voto dal 1630 e da una croce pettorale in oro massiccio impreziosita da smeraldi, rubini e diamanti di fine Ottocento. Di fianco alla leggenda, esiste un'altra storia di Santa Lucia, la versione cattolica. Lucia di Siracusa, conosciuta come santa Lucia (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304), è stata una martire cristiana di inizio IV secolo durante la grande persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano. Fra le molte virtù che in questo periodo di pandemia sono diventate più preziose del solito c’è soprattutto quella della pazienza. La storia di Santa Lucia di Siracusa, la protettrice degli occhi Il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia: ecco le storie e le leggende della santa siracusana 9 Dicembre 2019 Il 13 dicembre si celebra Santa Lucia, una festa molto sentita in tutto il mondo. Per esempio nel 1792 le 'presunte' reliquie di Santa Lucia furono attestate come autentiche dalle autorità ecclesiastiche del luogo e collocate nuovamente sotto un importante altare. 1480, Martirio di santa Lucia, Domenico Veneziano, Martirio di santa Lucia, anonimo olandese, Madonna con Bambino con santa Lucia, Francesco Vanni, Martirio di santa Lucia, Pieter Paul Rubens, Geminidi: le stelle cadenti di Santa Lucia, Amici Di Santa Lucia: Sul Ritorno Definitivo Del Corpo Di S. Lucia A Siracusa, In Sicilia le spoglie di Santa Lucia arrivate da Venezia, Siracusa, Il corpo della Patrona, esposto nella Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, sarà visitabile fino all'Ottava, Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, Osservando le stelle di Santa Lucia al Castello di Brescia, Dove vedere le stelle cadenti di Santa Lucia: Geminidi, Stelle cadenti d'inverno: pioggia di meteore a Santa Lucia in concorrenza con la Superluna, L’asteroide Phaethon ci passerà accanto il 16 dicembre, Geminidi 2017, quando e dove guardare le stelle cadenti di Santa Lucia, Siracusa, stelle cadenti per Santa Lucia. Qui, conquistata la città, era giunto nel secolo VIII ad opera del duca di Spoleto dopo averlo sottratto a Siracusa. ♦ La storia di Santa Lucia In questo periodo il Simulacro argenteo, normalmente chiuso all'interno del Duomo, nella Cappella di Santa Lucia, e non visibile per motivi di sicurezza, può essere venerato dalle migliaia di fedeli che arrivano da tutto il mondo. L'agiografia di Lucia è tramandata da due antiche e distinte fonti quali una Passio del codice greco Papadoupolos e gli Atti dei Martiri entrambi risalenti alla fine del V secolo;[1] essa narra di una giovane nata sul finire del III secolo, appartenente ad una nobile famiglia cristiana di Syracusæ, orfana di padre dall'età di cinque anni e promessa in sposa a un pagano seppur in segreto voto di verginità. Essa ha trovato spazi sia nella letteratura colta che in quella legata alla tradizione popolare di questo o quell'ambiente in cui si è, in varia misura, radicato il culto verso la martire siracusana. Il corpo fu ritrovato nella zona lagunare di Montiron, e quindi ricomposto in un'urna di cristallo antiproiettile[4]. A memoria del fausto evento si tramanda, fino ai giorni nostri alla vigilia del 13 dicembre, una processione con il braccio reliquiario, alla quale partecipano il clero e le confraternite cittadine, partendo dalla Chiesa Matrice si conclude sul sagrato della chiesa di Santa Lucia con la benedizione solenne con la reliquia e lo sparo di fuochi pirotecnici. Nell'introduzione al romanzo storico Lucia di René du Mesnil de Maricourt del 1858,[2], Ampelio Crema scrisse: «la prima e fondamentale testimonianza sull'esistenza di Lucia ci è data da un'iscrizione greca scoperta nel giugno del 1894 durante scavi archeologici del professor Paolo Orsi nella catacomba di San Giovanni, la più importante di Siracusa: essa ci mostra che, già alla fine del quarto secolo o all'inizio del quinto, un siracusano - come si deduce dall'epigrafe alla moglie Euschia - nutriva una forte e tenerissima devozione per la "sua" santa Lucia, il cui anniversario era già commemorato da una festa liturgica. E così, dopo averlo aiutato ad intraprendere il difficile cammino di salvezza, a seguito dello smarrimento nella "selva oscura", lo mette in condizione di intraprendere il percorso della purificazione dei propri peccati. Quando la quaglia si posò sul soglio episcopale, una voce annunciò l'arrivo al porto di un bastimento carico di frumento. Il mattino del 13 dicembre, al loro risveglio, i bimbi troveranno un piatto con le arance e i biscotti consumati, arricchito di caramelle e monete di cioccolato, oltre ai doni, talvolta nascosti in casa, che avevano richiesti e che sono dispensati totalmente o parzialmente, secondo il comportamento tenuto. È una delle sette vergini menzionate nel Canone romano e per tradizione è invocata come protettrice della vista a motivo dell'etimologia latina del suo nome (Lux, luce). Ai bambini viene raccontato che la giovane Lucia abbia fatto innamorare un ragazzo che, abbagliato dalla bellezza dei suoi occhi, glieli abbia chiesti in regalo. Artemide e Lucia sono entrambe vergini. Purtroppo il suo comportamento non passò inosservato agli occhi di un ragazzo che aveva sperato di sposarla. Antecedentemente all'introduzione del calendario gregoriano (1582), la festa cadeva in prossimità del solstizio d'inverno (da qui il detto "santa Lucia il giorno più corto che ci sia"), ma non coincise più con l'adozione del nuovo calendario per una differenza di 10 giorni.